Next Stop


Next Stop
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C'è un paese dove i bambini
hanno per loro tanti trenini,
ma treni veri, che questa stanza
per farli andare non è abbastanza;
treni lunghi da qui fin là,
che attraversano la città.
Il capostazione è un ragazzetto
appena più grande del fischietto,
il capotreno è una bambina
allegra con la sua trombettina;
sono bambini il controllore.
il macchinista, il frenatore.
Tutti i posti sui vagoncini
sono vicini ai finestrini.
E il bigliettario sul suo sportello
ha attaccato questo cartello:
«I signori genitori
se hanno voglia di viaggiare
debbono farsi accompagnare ».

Il treno dei bambini - Gianni Rodari

Place Vendôme


Vendôme
Originally uploaded by roma@1412.

Nel 1806 Napoleone Bonaparte fece erigere al centro della piazza una gigantesca colonna in bronzo ispirata alla Colonna traiana, sulla quale fece scolpire le imprese della battaglia di Austerlitz, durante la quale furono requisiti i cannoni nemici il cui bronzo fu usato nella fusione del monumento. Uno dei rilievi fu scopito dall'italiano Lorenzo Bartolini.

I rilievi li ha scolpiti un italiano, la colonna è la copia di quella romana... uè franzosi...

On The Road


The Road

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»

(Jack Kerouac - On the road)

The Old Paper Factory


The Old Paper Factory

C'era una volta, in un ridente paesino alle porte di Roma, una fabbrica nuova e bellissima che produceva carta.
Di tutti i tipi: pergamene preziose, fogli da disegno, carta comune che poi finiva sui banchi di scuola degli alunni.
Ora quel posto non c'è più.
E' stato sostituito da rovine, edifici abbandonati e tante belle cose scritte su quella preziosissima carta.

Now you know how to say "hi" in Greek, Portuguese, Hebrew, Hawaiian, Dutch, Spanish, Irish, Swedish!


1. Bryce Canyon, 2. Where we are going?, 3. In her hands, 4. The Mirror, 5. Thinking, 6. Clouds over Paris, 7. Il folletto... ;-), 8. Linux B/W, 9. Kudamme strasse, 10. The Bilding, 11. W la pappa, 12. Windows, 13. Lunch Time



Non è il titolo di una canzone di qualche band inglese, è il titolo di una foto scattatta dal grandissimo 'Paveita', uno scatto splendido, eloquente come il testo che lo descrive:

this is the first day of the new year, better, the first night.
they are not italian, we called "extracomunitari", are foreigner that (are trying to) live, and work, in italy.
as often as not, they live in a small way. and there is almost always a bag, with them.
that night in rome, there were a lot of people around them, but they don't care.

exposure 8 secs, with tripod. this can explain the reddish tone.



Consiglio vivamente di dare un'occhiata alle altre meravigliose foto di 'Paveita'.


http://www.flickr.com/photos/paveita/

The arrow of Time



"On june 17th, every year, the family goes through a private ritual: we photograph ourselves to stop, for a fleeting moment, the arrow of time passing by"


E' con questa bellissima frase, che Diego Goldberg introduce il suo bellissimo ed ambizioso progetto: 'fotografare anno dopo anno, per 30 anni, la sua famiglia'.

Il risultato è un insieme di volti, volti che disegnano la vita di una famiglia, volti di un ragazzo e una ragazza che si trasformano in genitori e, pian piano diventano anziani.
E' un viaggio lungo e affascinante, rappresentato dal tempo visto come una freccia che corre veloce e inesorabile, fermato per un istante ogni anno il 17 giugno.

Diego Goldberg è nato e vive in Argentina, ha iniziato la sua carriera di fotogiornalista nel 1974. E' stato presidente della giuria del World Press Photo 2005 ed attualmente sta preparando un libro fotografico sul tango.


Diego Goldberg The arrow of Time

Scrivere con la Luce


The Mirror

La poesia più bella che abbia mai scritto.


I live in Park Slope, Brooklyn.
I work in midtown Manhattan.


Si apre così uno dei 'photoblog' più affascinanti e singolari degli ultimi tempi, quello di Travis Ruse, pendolare per necessità, fotografo per passione, che ha deciso di immortalare i suoi viaggi quotidiani casa-lavoro-casa, raccogliendo una serie di scatti unici, spontanei, talvolta drammatici.

Niente modelle, niente riflettori, solo gente comune ritratta negli angusti spazi delle fermate della metro o nei vagoni affollati, persone altrimenti invisibili che trovano spazio ed emergono nelle buie e fredde inquadrature di queste foto.

Il lavoro di Travis non è affatto banale, scattare delle fotografie in luoghi così bui e stretti è tecnicamente molto difficile: poca luce da compensare con tempi più lunghi ed ISO elevati, il movimento dei treni da bilanciare con mano ferma o se possibile con un punto d'appoggio, scatti veloci e furtivi per cogliere l'attimo e la spontaneità delle espressioni.

Ancora più arduo è riuscire a scattare delle fotografie a persone sconosciute, non curante della privacy, esponendosi a reazioni che queste potrebbero avere; e qui parlo per esperienza diretta, spesso infatti mi è capitato di non poter cogliere dei momenti fantastici per l'evidente dissenso dei soggetti interessati, nell'intervista che si legge sul suo sito, lo stesso Travor afferma di essere stato fermato più volte dalla polizia e dal personale di sicurezza della metro.
Dopo i fatti dell'undici settembre, tutto è diventato sospetto.

Le bellissime immagini sono visibili sul photoblog di Travis Ruse: www.travisruse.com

Oggi Sposi!


Amici,
sono felicissimo di annunciare, che oggi, lunedì 5 marzo 2007, sono convolati a nozze i miei due carissimi amici Marcello (si pronuncia Marsello, ci tiene), stimatissimo rappresentante della comunità di Burattinia e la carisima e dolcissima Uga, giovane scimmietta presa in prestito dal circo Orfei.
Tra di loro è stato il classico colpo di fulmine, il tenace Marcello non ha esitato a lottare per convincere il papà di Uga, il burbero orso Teddy, che il loro amore andava coronato con il matrimonio.
Ed alla fine è riuscito a spuntarla!
Evviva Marcello e Uga, evviva l'amore!!!

ps: Ora la coppia è in viaggio di nozze: mezza giornata da trascorrere nel centro commerciale Carrefour; il loro rientro è previsto per questa sera, ora di chiusura dei negozi.

The question IS


La carta igienica è un prodotto in carta utilizzato per una sommaria igiene intima dopo l'evacuazione o la minzione. Questa la definizione fornita da wikipedia.

Nel 1879 la Scott Paper Company mette in commercio la prima carta igienica in rotoli seguiti poco dopo dai rotoli perforati.

In Italia la carta igienica fu considerata un lusso fino alla seconda metà del XX secolo, quando divenne un prodotto di uso popolare.

Bisogna considerare poi, che il processo di lavorazione della soda per ottenere il sapone venne industrializzato nei primi anni del XIX secolo e, divenne di uso comune in Italia solamente verso il 1850!

Ora, mentre vi lascio immaginare un bel vagone della metropolitana farcito di personaggi piombati da qualche secolo lontano, una domanda nasce spontanea…

Ma quanto puzzava la gente prima del XIX secolo??!?!?!
Grano Romano (Rm), 6 febbraio 2007

Cari amici,
come certamente avrete appreso dall’edizione pomeridiana de ‘La Gazzetta di Grano Romano’, il nostro caro Don Pino è scomparso, chiamato in cielo dal volere superiore.
Le speranze di un suo rientro in tempo utile per la nostra gita di S.Eugenio sono piuttosto esigue.

Ma andiamo con ordine.

Tutti conoscevate il povero e devoto Don Pino, il suo amore per i fedeli, la sua passione per gli Iron Maiden, le michette del mulino bianco e la prorompente Aida Yespica.

Ma più di tutto, lui, amava la terra, il suo piccolo campo di grano nascosto dietro casa, dove, da qualche tempo, tutti i giorni apparivano degli enormi cerchi dalle forme più strane.

L’altra notte, il pio Oscar Frappa, ha raccontato di essere stato svegliato da un gran trambusto proveniente dal campo di grano di Don Pino, impaurito e preoccupato, si è affacciato alla finestra impugnando il suo fucile da caccia ed ha assistito al miracolo: una forte luce proveniente dal cielo attirava verso di se il devoto Don Pino, il quale sembrava volare leggiadro verso la fonte del potentissimo raggio di luce.

Poi la luce si è spenta e con un veloce zigzagare si è diretta verso le montagne scomparendo dietro cima rapona, poi il silenzio e i soliti cerchi nel grano.

L’autore dell’articolo sulla Gazzetta di Grano Romano, si permette di insinuare che sia tutta una messa in scena, al fine di coprire la fuga del devoto Don Pino con i soldi raccolti dalla confraternita per la gita di S.Eugenio.

In effetti, aveva raccolto molte adesioni e un bel gruzzoletto, circa 26 euro e 55 centesimi, ma tutti noi conosciamo l’integità del caro Don Pino e possiamo affermare con certezza che è stato chiamato in cielo per diventare Santo, S. Pino.

Quindi, l’incontro di sabato 10 febbraio a Sacrofano è rinviato a data da destinarsi e sarà sostituito dai festeggiamenti per il nostro S. Pino da Grano Romano.

Suor Mirella si sta adoperando per sabato 17 febbraio, ma è tutto da confermare.


Beppe Whittardelli
Presidente del consiglio pastorale parrocchiale della confraternita di Grano Romano
Ciao a tutti,
come certamente saprete e se non lo sapete fareste meglio a far finta di saperlo, sabato 10 febbraio è S.Eugenio.

Quindi, visto che tutti ne siete a conoscenza è inutile stare a sottolineare l'importanza dell' evento, della giornata e nemmeno mi vorrei soffermare troppo sul rito che praticheremo tutti insieme, con le gambe ben piegate e riposte sotto tavolacce di duro legno fatte con gli alberi di noce della birmania settentrionale.

Come da tradizione, la nostra benemerita confraternita si ritroverà alle ore 7:00 di sabato 10 febbraio davanti la Coin di Piazzale Appio in Roma, la partenza è prevista alle 7:15 con bus turistico extralusso (aria condizionata, bagno, tv e autista di Cerignola - FG).

E' prevista una sosta prima dell'arrivo presso il distributore Gazzoni Mario & Figli al Km 12 della via flaminia, dove, oltre a rifocillarci, ci verrà fatta una breve dimostrazione di prodotti per la pulizia della casa AMWAY dalla signora e cara amica Teresa Chiarabotti e suo figlio Anselmo, la quale, riserverà agli interessati uno sconticino extra del 4% sui prezzi di listino.

L'arrivo a Sacrofano è previsto alle ore 13:00 in punto, dove il nostro S.Eugenio procederà all'assegnazione dei posti riservati e alla distribuzione delle bevande fresche e del companatico.

Il termine del rito è previsto non prima delle ore 16:30.
Il rientro a Roma, traffico permettendo, è previsto per le ore 20:00, dove troveremo ad attenderci tutti i ragazzi del coro di Suor Carmelina, che ci accoglieranno intonando l'inno di Mameli e la marcia di Radeztky.

Vi attendiamo numerosi, come ogni anno!

Per le adesioni contattare Don Pino in sacrestia o Suor Mirella in oratorio dalle ore 16 alle 17, ... oppure rispondete a questo messaggio.


PS: Anche se sicuramente andremo tutti insieme in pullman, se qualcuno volesse arrivare con calma, l'appuntamento è questo:

ore 13:00 a Sacrofano Via XXIV Maggio - Ristorante La Scaletta

Peter sei un mito!


Fino a qualche anno fa la mia cultura televisiva non arrivava oltre le partite di calcio e un po' di telegiornale. Oggi, passo molto più tempo dentro casa e per sopravvivere alla tv ridicola e imbarazzante di raimedialaset, cerco conforto in un bel parabolone puntato verso il cielo.
Ultimamente, ho fatto una scoperta e mi sono innamorato di un uomo obeso e ottuso, a volte ubriaco, operaio incompetente ma allo stesso tempo un buon padre di famiglia.
Si chiama Peter Griffin e insieme alla sua allegra famigliola, imperversa tutte le sere sul canale 111 di Fox. Ovviamente non riesco a seguirlo tutti i giorni e naturalmente non riesco mai a seguire una puntata intera (ammazza ma con chi abiti? Eh eh eh ), ma Peter riesce sempre a strapparmi una risata, anche nei momenti più difficili (il sugo sui fornelli che brucia, Franceschino che rigurgita sul mio maglione di cashemere nuovo…).

Altro che Vasco, Valentino o Rocco… Peter, se tu il mio idolo!

Non mollare Sly


Quel che giusto è giusto e deve essere detto, forse i suoi film o i suoi personaggi non piacciono o hanno un pochino stancato, ma Sylvester Stallone alias Rocky Balboa, alias John Rambo, giovanotto nato a New York 61 anni fa deve essere apprezzato per il suo coraggio e la sua tenacia.

Già, perché ce ne vuole di coraggio per ripresentarsi per la sesta volta in mutande e guantoni dietro la camera da presa nei panni del trito personaggio di Rocky Balboa.

Eppure confesso che la visione di questo film mi ha commosso e spaventato.
Non per il film ovviamente: solito copione, solite scene, solite battute, soliti allenamenti, solito cappello osceno, solite giacche con le spalline, solita scalinata di Philadelphia e solita musica; mi ha commosso perché mi ha fatto pensare e fatto fare due conti:

Rocky I anno 1976 avevo 6 anni, non avevo molte scelte e guardavo i film che decidevano i miei genitori. Visto, con grande soddisfazione, il giorno dopo a scuola credo di aver picchiato 4 miei compagni.

Rocky II 1979 avevo 9 anni, idem come sopra. Quella volta però credo di aver sbagliato compagno di classe, si presentò il giorno dopo con il fratello più grande e mi ritrovai nel giardino di scuola a gridare: Adrianaaaa.

Rocky III 1982 avevo 12 anni. Esaltato dai due film precedenti, chiesi a mio padre di portarmi al cinema, fu per me una grande soddisfazione andare al cinema con lui, due uomini che vanno a vedere un film per uomini.

Rocky IV 1985 avevo 15 anni. Ricordo il viaggio lunghissimo in autobus per andare al cinema. Era una domenica pomeriggio, partimmo alle 14 da casa e rientrammo alle 20 più esaltati che mai.

Rocky V 1990 avevo 20 anni. Fortunatamente ero preso da altre ‘cose da ventenni’ e questo me lo sono risparmiato. Dovrò al più presto porvi rimedio.

Rocky Balboa 2006. Questa è storia di ieri, sul divano di casa, con mia moglie e mio figlio sulle gambe.

Caro Rocky, i tuoi film sono quello che sono, ma grazie per aver scandito 30 anni della mia vita!

Ps: è in lavorazione Rambo IV, uscirà nel 2008.