Spillo the Dog


Spillo the Dog
Originally uploaded by roma@1412.

Quando si parla di 'vita da cani', non riferitevi a questo signore quà, lui è Spillo, un vero signore colto e raffinato, giocherellone, segugio e cacciatore che vive serenamente tra battute di caccia e mega dormite abbracciato alla sua compagna Lady.
Fiuto imbattibile, non ha rivali perchè lui è Spillo, Spillo the Dog!

Promemoria


Pace
Originally uploaded by roma@1412.


Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.

Ci sono cose da far di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per sentire.

Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.

Gianni Rodari

Something to drink?


Something to drink?
Originally uploaded by roma@1412.

Non sempre è così semplice scegliere una bottiglia di vino!
Cerreto (Toscana)

Where is the Liberty?


Where is the Liberty?
Originally uploaded by roma@1412.

Can U see the Liberty here?


Clouds over Paris
Originally uploaded by roma@1412.

Dopo più di duecento anni, credo che dovremmo dare una rispolveratina a queste tre paroline frutto della Rivoluzione francese del 1789:

+ LIBERTE' + EGALITE' + FRATERNITE'

L'isola degli Skyscraper


Buildings
Originally uploaded by roma@1412.

La parola skyscraper veniva utilizzata nel XVIII secolo per indicare gli altissimi alberi maestri che reggevano le vele nelle navi inglesi.
L'etimologia del termine, molto complessa, deriva dall'inglese skyscraper, che significa letteralmente "coloro che grattano il cielo".
Sin dagli inizi del XX secolo e in tutta l'era moderna e contemporanea, il termine skyscraper indica una particolare tipologia di edificio, la più imponente costruzione fisica concepita dagli esseri umani: la Torre moderna caratterizzata da una struttura metallica con scansione in piani.

Manhattan è un'isola su cui sorge l'omonimo distretto della città di New York, di cui costituisce il nucleo storico. Corrisponde alla "contea di New York", con 1.547.000 abitanti. Il nome deriva dall'indiano e significa "zona fra le colline".
L'isola è una striscia di terra larga 3-4 km fra il fiume Hudson ed il cosiddetto East River , la punta sud di Manhattan è il luogo dove nel 1624 gli olandesi fondarono l'originario insediamento di New Amsterdam, che fu ribattezzato New York quando venne conquistato dagli inglesi nel 1664.

(fonte: Wikipedia)

Next Stop


Next Stop
Originally uploaded by roma@1412.


C'è un paese dove i bambini
hanno per loro tanti trenini,
ma treni veri, che questa stanza
per farli andare non è abbastanza;
treni lunghi da qui fin là,
che attraversano la città.
Il capostazione è un ragazzetto
appena più grande del fischietto,
il capotreno è una bambina
allegra con la sua trombettina;
sono bambini il controllore.
il macchinista, il frenatore.
Tutti i posti sui vagoncini
sono vicini ai finestrini.
E il bigliettario sul suo sportello
ha attaccato questo cartello:
«I signori genitori
se hanno voglia di viaggiare
debbono farsi accompagnare ».

Il treno dei bambini - Gianni Rodari

Place Vendôme


Vendôme
Originally uploaded by roma@1412.

Nel 1806 Napoleone Bonaparte fece erigere al centro della piazza una gigantesca colonna in bronzo ispirata alla Colonna traiana, sulla quale fece scolpire le imprese della battaglia di Austerlitz, durante la quale furono requisiti i cannoni nemici il cui bronzo fu usato nella fusione del monumento. Uno dei rilievi fu scopito dall'italiano Lorenzo Bartolini.

I rilievi li ha scolpiti un italiano, la colonna è la copia di quella romana... uè franzosi...

On The Road


The Road

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati»
«Dove andiamo?»
«Non lo so, ma dobbiamo andare»

(Jack Kerouac - On the road)

The Old Paper Factory


The Old Paper Factory

C'era una volta, in un ridente paesino alle porte di Roma, una fabbrica nuova e bellissima che produceva carta.
Di tutti i tipi: pergamene preziose, fogli da disegno, carta comune che poi finiva sui banchi di scuola degli alunni.
Ora quel posto non c'è più.
E' stato sostituito da rovine, edifici abbandonati e tante belle cose scritte su quella preziosissima carta.

Now you know how to say "hi" in Greek, Portuguese, Hebrew, Hawaiian, Dutch, Spanish, Irish, Swedish!


1. Bryce Canyon, 2. Where we are going?, 3. In her hands, 4. The Mirror, 5. Thinking, 6. Clouds over Paris, 7. Il folletto... ;-), 8. Linux B/W, 9. Kudamme strasse, 10. The Bilding, 11. W la pappa, 12. Windows, 13. Lunch Time



Non è il titolo di una canzone di qualche band inglese, è il titolo di una foto scattatta dal grandissimo 'Paveita', uno scatto splendido, eloquente come il testo che lo descrive:

this is the first day of the new year, better, the first night.
they are not italian, we called "extracomunitari", are foreigner that (are trying to) live, and work, in italy.
as often as not, they live in a small way. and there is almost always a bag, with them.
that night in rome, there were a lot of people around them, but they don't care.

exposure 8 secs, with tripod. this can explain the reddish tone.



Consiglio vivamente di dare un'occhiata alle altre meravigliose foto di 'Paveita'.


http://www.flickr.com/photos/paveita/

The arrow of Time



"On june 17th, every year, the family goes through a private ritual: we photograph ourselves to stop, for a fleeting moment, the arrow of time passing by"


E' con questa bellissima frase, che Diego Goldberg introduce il suo bellissimo ed ambizioso progetto: 'fotografare anno dopo anno, per 30 anni, la sua famiglia'.

Il risultato è un insieme di volti, volti che disegnano la vita di una famiglia, volti di un ragazzo e una ragazza che si trasformano in genitori e, pian piano diventano anziani.
E' un viaggio lungo e affascinante, rappresentato dal tempo visto come una freccia che corre veloce e inesorabile, fermato per un istante ogni anno il 17 giugno.

Diego Goldberg è nato e vive in Argentina, ha iniziato la sua carriera di fotogiornalista nel 1974. E' stato presidente della giuria del World Press Photo 2005 ed attualmente sta preparando un libro fotografico sul tango.


Diego Goldberg The arrow of Time

Scrivere con la Luce


The Mirror

La poesia più bella che abbia mai scritto.


I live in Park Slope, Brooklyn.
I work in midtown Manhattan.


Si apre così uno dei 'photoblog' più affascinanti e singolari degli ultimi tempi, quello di Travis Ruse, pendolare per necessità, fotografo per passione, che ha deciso di immortalare i suoi viaggi quotidiani casa-lavoro-casa, raccogliendo una serie di scatti unici, spontanei, talvolta drammatici.

Niente modelle, niente riflettori, solo gente comune ritratta negli angusti spazi delle fermate della metro o nei vagoni affollati, persone altrimenti invisibili che trovano spazio ed emergono nelle buie e fredde inquadrature di queste foto.

Il lavoro di Travis non è affatto banale, scattare delle fotografie in luoghi così bui e stretti è tecnicamente molto difficile: poca luce da compensare con tempi più lunghi ed ISO elevati, il movimento dei treni da bilanciare con mano ferma o se possibile con un punto d'appoggio, scatti veloci e furtivi per cogliere l'attimo e la spontaneità delle espressioni.

Ancora più arduo è riuscire a scattare delle fotografie a persone sconosciute, non curante della privacy, esponendosi a reazioni che queste potrebbero avere; e qui parlo per esperienza diretta, spesso infatti mi è capitato di non poter cogliere dei momenti fantastici per l'evidente dissenso dei soggetti interessati, nell'intervista che si legge sul suo sito, lo stesso Travor afferma di essere stato fermato più volte dalla polizia e dal personale di sicurezza della metro.
Dopo i fatti dell'undici settembre, tutto è diventato sospetto.

Le bellissime immagini sono visibili sul photoblog di Travis Ruse: www.travisruse.com