I live in Park Slope, Brooklyn.
I work in midtown Manhattan.Si apre così uno dei 'photoblog' più affascinanti e singolari degli ultimi tempi, quello di Travis Ruse, pendolare per necessità, fotografo per passione, che ha deciso di immortalare i suoi viaggi quotidiani casa-lavoro-casa, raccogliendo una serie di scatti unici, spontanei, talvolta drammatici.
Niente modelle, niente riflettori,
solo gente comune ritratta negli angusti spazi delle fermate della metro o nei vagoni affollati, persone altrimenti invisibili che trovano spazio ed emergono nelle
buie e fredde inquadrature di queste foto.
Il lavoro di Travis non è affatto banale, scattare delle fotografie in luoghi così bui e stretti è tecnicamente molto difficile:
poca luce da compensare con tempi più lunghi ed ISO elevati, il
movimento dei treni da bilanciare con mano ferma o se possibile con un punto d'appoggio,
scatti veloci e furtivi per cogliere l'attimo e la spontaneità delle espressioni.
Ancora più arduo è riuscire a scattare delle fotografie a persone sconosciute, non curante della
privacy, esponendosi a reazioni che queste potrebbero avere; e qui parlo per esperienza diretta, spesso infatti mi è capitato di non poter cogliere dei momenti fantastici per l'evidente dissenso dei soggetti interessati, nell'intervista che si legge sul suo sito, lo stesso Travor afferma di essere stato fermato
più volte dalla polizia e dal personale di sicurezza della metro.
Dopo i fatti dell'undici settembre, tutto è diventato sospetto.
Le bellissime immagini sono visibili sul photoblog di Travis Ruse:
www.travisruse.com